2026

Bando Agrisolare 2026

Articolo di Alessandro

bando agrisolare 2026

Il Bando Agrisolare 2026 offre alle imprese agricole e agroindustriali la possibilità di installare impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici esistenti, accedere a contributi a fondo perduto fino all’80 % e migliorare l’efficienza energetica aziendale.

In questo articolo troverai le informazioni utili per partecipare al bando agrisolare, quali interventi sono finanziabili e la documentazione necessaria per aderire al bando. Se vuoi capire subito se la tua azienda è idonea, contattaci per una consulenza preliminare.

Apertura del bando AGRISOLARE 2026 al 10 di marzo

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Cos’è il Bando Agrisolare 2026

Il Bando Agrisolare 2026 detto anche Facility Parco Agrisolare è bando pensato per sostenere le imprese agricole, zootecniche e agroindustriali che desiderano installare impianti fotovoltaici sui tetti e sulle coperture di edifici esistenti, come stalle, capannoni, magazzini e strutture di trasformazione dei prodotti. L’obiettivo principale è favorire l’autoconsumo energetico, ridurre la dipendenza dai fornitori esterni di energia elettrica e contribuire alla produzione di energia rinnovabile senza occupare nuovo suolo agricolo.

Questa misura, inserita nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), prevede contributi a fondo perduto fino all’80% che permettono alle aziende di realizzare impianti da 6 kW a 1 MW, con possibilità di aggiungere sistemi di accumulo o interventi complementari strettamente funzionali alla produzione di energia. Prepararsi in anticipo permette di ottimizzare tempi e risorse, garantendo la piena ammissibilità del progetto, quindi se vuoi valutare la tua situazione, contattaci per una consulenza preliminare.

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Lavorazioni che rientrano nel bando Agrisolare

Non tutte le lavorazioni rientrano nelle agevolazioni del bando Agrisolare 2026, sono considerate ammissibili le seguenti spese:

  • Impianti fotovoltaico. Acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione ulteriori componenti di impianto.
  • Sistemi di accumulo.
  • Fornitura e messa in opera dei materiali. Il necessario per la realizzazione degli interventi di impianti fotovoltaici.
  • Costi delle pratiche.
  • Costi di connessione di rete.
  • Colonnine di ricarica.
  • Rimozione e smaltimento dell’amianto. Demolizione e ricostruzione delle coperture ove presente l’amianto, la realizzazione o il miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti oppure di un sistema di aereazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

Noi del team NIBO possiamo eseguire tutte le lavorazioni riportate nel paragrafo precedente quindi se desideri aderire al bando Agrisolare e svolgere tutte le attività contattaci.

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Chi può aderire al bando Agrisolare

Le risorse saranno suddivise tra imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative e consorzi, considerando la dimensione dell’azienda, la tipologia di attività e la potenza dell’impianto. Questa logica garantisce un accesso equo ai fondi disponibili e favorisce sia le piccole aziende che i grandi operatori del settore. Di seguito elenchiamo i settori delle aziende che possono aderire al bando Agrisolare 2026:

  • Agricoltura
  • Silvicoltura
  • Pesca
  • Agroindustria
  • Agroalimentare

Potranno accedere al bando tutte le imprese che dispongono di edifici idonei all’installazione e che garantiscono la coerenza dell’intervento con la produzione aziendale. Verificare la propria idoneità in anticipo permette di ottimizzare tempi e risorse, quindi se vuoi una valutazione preliminare del fotovoltaico che puoi disporre nella tua azienda, contattaci senza impegno.

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Obiettivi principali del bando Agrisolare 2026

Gli obiettivi del bando vanno oltre il semplice incentivo all’installazione di pannelli solari. La misura mira a incrementare l’autoconsumo energetico, ridurre le emissioni di CO2 e sostenere la transizione ecologica del settore agricolo e agroindustriale. Allo stesso tempo, rappresenta uno strumento per migliorare la resilienza economica delle aziende, proteggendole dall’aumento dei costi dell’energia e permettendo una pianificazione più efficiente delle risorse.

Grazie al contributo PNRR Agrisolare 80% le aziende possono realizzare impianti fotovoltaici su edifici esistenti, dimensionati secondo i consumi aziendali, e integrare sistemi di accumulo, ottimizzando la gestione dell’energia prodotta. La misura consente inoltre di valorizzare strutture spesso sottoutilizzate, trasformandole in strumenti attivi di produzione di energia rinnovabile, migliorando la sostenibilità economica e ambientale dell’impresa.

Cosa significa Agrisolare

Il termine Agrisolare indica l’installazione di impianti fotovoltaici esclusivamente sulle coperture degli edifici agricoli esistenti, con l’obiettivo di produrre energia per l’autoconsumo aziendale. L’energia generata viene utilizzata direttamente all’interno dell’attività produttiva, riducendo i costi energetici e incrementando l’efficienza dell’azienda. Agrisolare permette di sfruttare edifici già presenti, senza occupare suolo agricolo, e consente di integrare interventi complementari strettamente funzionali alla produzione di energia, come la rimozione dell’amianto dalle coperture, il miglioramento dell’isolamento termico e interventi di efficientamento energetico.

In pratica, Agrisolare non è solo un’opportunità per produrre energia pulita, ma anche per valorizzare gli edifici esistenti, incrementare la sicurezza e ridurre i costi di manutenzione nel lungo periodo.

Questo approccio rappresenta la soluzione ideale per chi vuole investire in energia rinnovabile senza interferire con le superfici agricole destinate a coltivazioni o allevamento, e al contempo migliorare le proprie strutture in modo duraturo e sostenibile.

Agrisolare o Agrivoltaico: le differenze

La distinzione tra Agrisolare e Agrivoltaico riguarda principalmente luogo di installazione, complessità tecnologica e finalità d’uso. Agrisolare si concentra sui tetti e sulle coperture degli edifici, con approccio semplificato dal punto di vista autorizzativo e orientamento all’autoconsumo, mentre l’agrivoltaico interessa i terreni agricoli, richiede strutture sopraelevate, valutazioni agronomiche e iter autorizzativi più complessi. Questa differenza è cruciale per scegliere la soluzione più adatta alla propria azienda, evitando errori progettuali o la presentazione di domande non ammissibili. Per valutare quale opzione sia più conveniente, è consigliabile una consulenza tecnica personalizzata da parte del nostro team NIBO.

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Bando Agrivoltaico: Iter burocratico e tempistiche

Se sei interessato a procedere con il bando Agrisolare devi sapere che lL’iter per partecipare al bando prevede diverse fasi di lavorazioni, vediamo insieme quali:

  1. Presentazione della domanda tramite piattaforma GSE,
  2. Istruttoria tecnica e amministrativa,
  3. Concessione del contributo,
  4. Realizzazione dell’impianto entro i termini stabiliti,
  5. Rendicontazione finale con conseguente erogazione del contributo.

Prepararsi in anticipo significa ridurre tempi e rischi di non aderire al bando, assicurando la corretta compilazione della documentazione e la piena conformità ai requisiti del bando. Una pianificazione accurata permette anche di ottimizzare la scelta della potenza dell’impianto, il dimensionamento dei sistemi di accumulo e la tempistica dei lavori di installazione.

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Contributo Agrisolare 2026: Documentazione necessaria

Se vuoi richiedere l’impianto fotovoltaico per accedere al bando Agrisolare devi sapere che dovrai riportare una serie di documenti necessari per lo svolgimento accurato della pratica all’interno del portale GSE. Di seguito vi riportiamo l’elenco di documenti necessari che vengono richiesti al cliente, progettista e alla ditta installatrice:

  • Documento d’Identità;
  • Chiavetta/CNS per la firma digitale;
  • Relazione tecnica asseverata descrittiva del progetto di realizzazione dell’impianto fotovoltaico timbrata e firmata da un professionista abilitato, contenente:
    • la descrizione esaustiva dell’intervento che si intende realizzare, lo stato di fatto, le ipotesi progettuali, le finalità del progetto e le modalità di esecuzione delle opere previste.
    • indicazioni sull’effettiva strumentalità del fabbricato e/o della serra all’attività del Soggetto Beneficiario;
    • Stima preliminare dei costi e dei lavori;
    • Cronoprogramma finanziario e delle attività tecnico-amministrative necessarie alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico;
    • Descrizione dei lavori contenente le specifiche tecniche dei materiali, nel rispetto del principio “non arrecare un danno significativo” DNSH di cui all’articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852;
  • Visura catastale;
  • Planimetria degli immobili con la rappresentazione in pianta del/dei fabbricato/i interessato/i con eventuali particolari costruttivi atti a dettagliare esaustivamente le modalità costruttive dell’intervento;
  • Schema elettrico unifilare di progetto timbrato e firmato dal tecnico abilitato;
  • Dossier fotografico prima dell’installazione (almeno 5 foto);
  • Bollette elettriche degli ultimi 5 anni (si può utilizzare l’anno in cui i consumi sono stati maggiori)
  • Relazione di calcolo di conversione del fabbisogno termico, con fatture di acquisto degli ultimi 5 anni (si può utilizzare l’anno in cui i consumi sono stati maggiori);
  • Attestazione CENSIMP dell’impianto fotovoltaico già esistente collegato allo stesso pod, scaricabile dal sistema TERNA e GAUDI’ (ove necessario);
  • Report di produzione dell’impianto in formato pdf generato dal PVGIS e redatto secondo le istruzioni riportate nel calcolo di capacità produttiva riferito al sito dell’intervento e completo di tutte le sue pagine così come reso disponibile dal portale PVGIS;
  • Simulazione economica finanziaria ovvero un documento attestante lo scenario controfattuale in formato Excel.

Alcuni documenti necessari per la richiesta del contributo Agrisolare dovranno essere sviluppati da un professionista e da un ingegnere che stipulerà con accuratezza i file, per maggiori informazioni in merito noi di NIBO possiamo aiutarti.

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Agrisolare: Normativa

Il Bando Agrisolare 2026 si basa su decreti ministeriali del MASAF cioè il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in coordinamento con il GSE, soggetto attuatore del bando. La normativa delle edizioni precedenti fornisce già indicazioni su criteri di ammissibilità, potenze massime, limiti di contributo e tipologie di intervento.

Molto probabilmente, anche la nuova edizione del bando 2026 confermerà questi criteri, introducendo solo aggiornamenti relativi alla fase finale del PNRR. Conoscere la normativa di riferimento è essenziale per impostare correttamente il progetto, predisporre la documentazione richiesta e garantire la piena conformità alle regole.

Poiché i tempi di apertura del bando agrisolare sono generalmente molto stringenti, è fondamentale predisporre in anticipo tutta la documentazione richiesta dal GSE, così da poter presentare la domanda in modo rapido e corretto. Una preparazione preventiva consente di ridurre i rischi di esclusione e di aumentare le possibilità di accesso ai contributi.

Agrisolare 2026: Fondi finanziari

La dotazione economica complessiva del bando 2026 dovrebbe essere stimata in circa 789.000.000 €, destinata a finanziare tutti gli interventi delle aziende partecipanti, rappresentando il totale delle risorse disponibili per l’intero Facility Parco Agrisolare.

Per ogni singolo progetto, il contributo massimo può arrivare fino a 2.350.000 €, con intensità dell’aiuto fino all’80 % delle spese ammissibili, calcolate in base alla potenza installata e alla tipologia di intervento. Questa distinzione è importante, le risorse totali vengono distribuite tra tutte le aziende ammesse, mentre ogni singola impresa può ricevere fino al massimale stabilito.

Bando Agrisolare 2026: Perché aderire

Il Bando Agrisolare 2026 offre alle aziende agricole e agroindustriali la possibilità di accedere a contributi del 80% a fondo perduto, valorizzare edifici esistenti, investire in sostenibilità e ridurre i costi energetici, con interventi rapidi e compatibili con la produzione. Prepararsi prima dell’apertura del bando aumenta le probabilità di successo e consente di pianificare il progetto in maniera strategica. Contattaci per una consulenza dedicata, così potremo valutare insieme la soluzione più adatta alla tua azienda, identificando la potenza ideale dell’impianto, eventuali sistemi di accumulo e interventi complementari.

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