Negli ultimi anni l’interesse verso il fotovoltaico è cresciuto in modo significativo, spinto dall’aumento dei costi dell’energia e dalla crescente attenzione verso le fonti rinnovabili. Proprietari di terreni agricoli, imprenditori e investitori cercano sempre più spesso informazioni su quanto può rendere un ettaro di fotovoltaico, quali sono i costi di un impianto fotovoltaico a terra, quanta energia è possibile produrre e quali sono le regole per installare fotovoltaico su terreno nel 2025.
Il fotovoltaico a terra rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per valorizzare superfici non edificate, trasformando un terreno in una fonte di reddito legata alla produzione di energia rinnovabile. Tuttavia, per capire se un ettaro di fotovoltaico conviene davvero, è fondamentale analizzare il progetto sotto tutti gli aspetti, valutando con attenzione le caratteristiche tecniche dell’impianto, la sostenibilità economica dell’investimento e il quadro normativo di riferimento.
Fotovoltaico su 1 ettaro
Quando si parla di ettaro di fotovoltaico, ci si riferisce a un impianto fotovoltaico a terra installato su una superficie di circa 10.000 metri quadrati. Questa unità di misura è diventata uno standard nel settore perché permette di stimare in modo abbastanza accurato la potenza installabile, la produzione annua di energia e il potenziale economico di un impianto fotovoltaico su terreno. Tuttavia può sempre variare in base a molteplici fattori come ad esempio area geologica, fiumi, catasto e altri.
Un impianto fotovoltaico a terra su un ettaro offre una progettazione più flessibile rispetto al fotovoltaico su tetto, consentendo di ottimizzare orientamento, inclinazione e disposizione dei pannelli in funzione delle caratteristiche del sito. Proprio questa flessibilità rende l’ettaro di fotovoltaico un punto di riferimento per progetti di media e grande dimensione, sia per investitori privati sia per operatori del settore energetico che intendono valutare in modo preliminare la reale convenienza di un terreno.
Se hai bisogno di capire se il tuo terreno sia adatto per realizzare un impianto fotovoltaico, puoi richiedere una consulenza al nostro reparto competente.
Ettaro di fotovoltaico: potenza in Kwh
Una delle domande più frequenti tra i nostri clienti riguarda quanti kW di impianto fotovoltaico possano essere installati su un ettaro di terreno. Si tratta di una richiesta legittima, soprattutto per chi sta valutando un investimento nel settore delle energie rinnovabili o la valorizzazione di un’area agricola o industriale.
Tuttavia, per rispondere correttamente a questa domanda, è fondamentale chiarire fin da subito una distinzione essenziale cioè quella tra potenza installabile e produzione annua di energia. La potenza installabile, espressa in kW, indica la quantità di pannelli fotovoltaici che è possibile collocare fisicamente sull’ettaro di terreno, tenendo conto di fattori come lo spazio disponibile, l’orientamento e le distanze tra le file. La produzione di energia, invece, espressa in kWh, rappresenta la quantità di energia elettrica che l’impianto è in grado di generare nel corso di un anno.
Questi due valori sono strettamente collegati, ma non coincidono. A parità di potenza installata, la produzione annua può variare sensibilmente in base alla posizione geografica, all’irraggiamento solare, all’inclinazione dei moduli e all’efficienza complessiva dell’impianto. Nei paragrafi successivi analizzeremo nel dettaglio entrambi gli aspetti, per offrire una visione chiara e completa delle reali potenzialità di un impianto fotovoltaico installato su un ettaro di terreno.
Potenza in kW in 1 ettaro di terreno fotovoltaico
Ad oggi, un ettaro di terreno può ospitare una potenza fotovoltaica rilevante, che in condizioni ottimali può arrivare fino a circa 1 MW installato. Questo valore rappresenta una stima indicativa e può variare sensibilmente in funzione di diversi fattori tecnici e progettuali, a partire dalla tecnologia dei moduli fotovoltaici e dal loro livello di efficienza.
Non esiste infatti un parametro unico valido per tutti i contesti, poiché ogni impianto è il risultato di una progettazione specifica, calibrata sulle caratteristiche del sito. Elementi come la zona geografica, i vincoli paesaggistici, la morfologia del terreno, i livelli e le pendenze influenzano direttamente sia la disposizione dei pannelli sia la potenza complessiva installabile. Anche la configurazione dell’impianto, ad esempio la distanza tra le file, l’orientamento e l’inclinazione dei moduli, gioca un ruolo determinante nel definire il risultato finale.
In linea generale per quantificare quanti kW di impianto fotovoltaico possono essere installati in un ettaro di terreno bisogna prendere l’area del campo e dividerla per 7 o 12 a seconda della tipologia di terreno e installazione (m2/7 oppure m2/12) per ottenere una stima approssimativa, da verificare con un posizionamento svolto correttamente per giustificare la quantificazione.
Per questo motivo, la stima della potenza installabile su un ettaro di terreno deve sempre essere accompagnata da un’analisi preliminare accurata, in grado di valutare le condizioni specifiche dell’area e individuare la soluzione progettuale più efficiente e sostenibile. Solo attraverso uno studio dedicato è possibile massimizzare il potenziale del terreno e ottenere un impianto realmente performante nel tempo.

Energia prodotta in 1 ettaro di fotovoltaico
La produzione annua di un ettaro di impianto fotovoltaico, espressa in kWh, dipende principalmente dall’irraggiamento solare della zona in cui è installato. In Italia i valori di produzione variano in modo significativo tra Nord, Centro e Sud, per cui è fondamentale effettuare una valutazione basata sull’esatta ubicazione del terreno. Incidono inoltre fattori locali come la vicinanza al mare o alla montagna, la presenza di ombreggiamenti tra cui colline, alberi, edifici e la tipologia dell’impianto, che può essere a struttura fissa oppure con sistemi di inseguimento solare come i tracker.
Una stima di produzione basata sulla localizzazione reale del tuo terreno è il modo più efficace per capire il potenziale energetico dell’impianto.
In Italia, le differenze di produzione energetica tra Nord, Centro e Sud sono dovute principalmente a fattori climatici e geografici. Le regioni del Sud beneficiano di una maggiore irradiazione solare, di un numero più elevato di ore di sole annue e di una minore presenza di copertura nuvolosa, elementi che aumentano l’efficienza degli impianti fotovoltaici. Al contrario, il Nord Italia è più soggetto a nebbie, nuvolosità e precipitazioni, soprattutto nei mesi invernali, che riducono la resa energetica complessiva. Il Centro Italia presenta condizioni intermedie, con un equilibrio tra irraggiamento solare e variabilità climatica, traducendosi in una produzione annua moderata rispetto alle altre due aree.
Produzione kWh in Italia
I dati ricavati dal programma certificato dell’Unione Europea PVGIS consentono di stimare con precisione il potenziale produttivo di ciascun terreno, grazie all’inserimento dettagliato delle informazioni necessarie allo sviluppo del calcolo. Dalle analisi emerge che nel Nord Italia la produzione annua si attesta intorno a 1.200.000 kWh, nel Centro Italia la produzione raggiunge circa 1.600.000 kWh, mentre nel Sud Italia arriva fino a 1.750.000 kWh annui.
Per la vendita di energia è importante evidenziare che la differenza tra Nord, Centro e Sud Italia non riguarda esclusivamente la quantità di energia prodotta. Nel Sud, infatti, la produzione energetica tende a
superare la domanda locale, ovvero la reale richiesta dei consumatori, generando un eccesso di offerta. Questa condizione incide sul PUN (Prezzo Unico Nazionale), ovvero il prezzo di riferimento dell’energia elettrica scambiata sul mercato all’ingrosso, che risulta generalmente più basso rispetto al Nord. Al contrario, nel Nord Italia la domanda di energia è superiore alla produzione disponibile, determinando un PUN più elevato a causa della maggiore pressione della domanda sul sistema elettrico.
A questo si aggiungono l’orientamento dei pannelli, l’inclinazione delle strutture, le eventuali ombreggiature e la tecnologia installata.
Esempio di produzione di 1 ettaro di fotovoltaico
Come abbiamo visto la quantità di energia elettrica annua, espressa in kWh, varia in base all’irraggiamento solare della zona, all’efficienza dei pannelli e all’orientamento dell’impianto. Indicativamente, un impianto da circa 1 MW su un ettaro può produrre tra 1.100.000 e 1.800.000 kWh l’anno, a seconda della localizzazione. In termini generali, un impianto fotovoltaico a terra installato su un ettaro di terreno è in grado di produrre una quantità di energia tale da coprire il fabbisogno elettrico di numerose utenze, rendendo il progetto interessante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico.
Tuttavia, ogni stima basata su valori medi deve essere considerata puramente indicativa. Per questo motivo, quando si parla di quanti kWh produce un ettaro di fotovoltaico, è sempre consigliabile partire da un’analisi specifica del sito, basata su dati reali di irraggiamento e sulle caratteristiche del terreno.

Quanti ettari servono per 1 MW fotovoltaico
Un’altra domanda frequente riguarda quanti ettari servono per 1 MW di fotovoltaico. Come abbiamo visto precedentemente, un impianto fotovoltaico a terra da 1 MW richiede all’incirca tra 1 e 1,5 ettari di superficie, considerando non solo i pannelli, ma anche gli spazi tecnici, le distanze di sicurezza e le infrastrutture di servizio.
Questo rapporto può variare in funzione della progettazione dell’impianto e delle soluzioni tecniche adottate. In alcuni casi è possibile ottimizzare lo spazio, in altri è necessario prevedere superfici maggiori per rispettare vincoli normativi o ambientali.
Capire quanti ettari sono necessari per raggiungere una certa potenza è un passaggio fondamentale per valutare la fattibilità di un impianto fotovoltaico su terreno agricolo. Una verifica tecnica preliminare permette di sapere subito quanta potenza è realmente installabile sul tuo terreno.
Costo di un impianto fotovoltaico a terra su un ettaro di terreno
Il costo di un impianto fotovoltaico a terra è uno degli aspetti più importanti da considerare quando si valuta un investimento su un ettaro di terreno. Non esiste un prezzo unico valido per tutti i progetti, perché ogni impianto ha caratteristiche tecniche e territoriali differenti.
In linea generale, per un impianto fotovoltaico a terra su un ettaro di terreno, il costo complessivo può oscillare indicativamente tra 700.000 e 1.200.000 euro per un impianto di circa 1 MW, comprensivo di:
- pannelli
- inverter
- strutture di supporto
- opere elettriche
- cabina di trasformazione
- quadri elettrici
- trasformatori
- cci – Comunicazione di Completamento Impianto
- connessione alla rete
- scavi per passaggio cavi
- cavidotti
- pozzetti
- box prefabbricato
- platea di fondazione
- recinzione
- illuminazione
- impianto di videosorveglianza e antifurto
A questi vanno aggiunte le spese di autorizzazione e, se necessario, adeguamento del terreno, che possono incidere per alcune decine di migliaia di euro.
Anche la conformazione del terreno, la pendenza, l’ombreggiamento e la distanza dal punto di connessione alla rete elettrica possono influire significativamente sul costo finale. Inoltre, l’adozione di tecnologie più avanzate o di sistemi di accumulo aumenta l’investimento iniziale, ma può migliorare il rendimento economico dell’impianto nel medio o lungo periodo.
Per questi motivi, i valori indicativi servono solo a dare un’idea generale dell’investimento necessario. La stima più precisa si ottiene sempre tramite un preventivo personalizzato, che tenga conto delle caratteristiche specifiche del terreno, della localizzazione e delle esigenze dell’investitore.
Trasforma il tuo ettaro di terreno in una fonte di energia e reddito, richiedi subito un preventivo personalizzato al nostro ufficio NIBO specializzato per il tuo ettaro di fotovoltaico.
Guadagno di un ettaro di fotovoltaico
Il guadagno di un ettaro di fotovoltaico è uno dei principali motivi per cui molti proprietari di terreni e investitori valutano questa soluzione. Un impianto fotovoltaico a terra, se progettato e realizzato correttamente, può generare un flusso di reddito costante nel tempo, offrendo una forma di rendita relativamente stabile.
Il fatturato di un impianto su un ettaro di terreno dipende da tre elementi fondamentali:
Energia prodotta
La quantità di energia elettrica prodotta annualmente da un impianto fotovoltaico, espressa in kWh, dipende principalmente dall’irraggiamento solare della zona, dall’efficienza dei pannelli installati e dall’orientamento dell’impianto. In termini indicativi, un impianto fotovoltaico da circa 1 MW realizzato su un ettaro di terreno può generare una produzione annua compresa tra 1.100.000 e 1.400.000 kWh, in funzione della localizzazione geografica.
Valore dell’energia
Il valore del prezzo di vendita dell’energia può oscillare, ma mediamente la vendita diretta al GSE o tramite PPA (Il PPA, acronimo di Power Purchase Agreement, è un contratto di compravendita di energia elettrica a lungo termine stipulato tra chi produce energia (il proprietario di un impianto fotovoltaico) e un acquirente, che può essere un’azienda, un privato o un aggregatore energetico) può generare ricavi lordi annui tra 150.000 e 250.000 euro, prima di considerare eventuali costi di gestione e manutenzione.
Modalità di vendita e incentivi
Le modalità di vendita e gli incentivi dipendono dalla scelta tra vendita a GSE, PPA, autoconsumo o vendita alle comunità energetiche, insieme agli eventuali incentivi statali o contributi a fondo perduto, può incidere significativamente sui ricavi netti dell’impianto.
Questi valori sono indicativi, perché ogni progetto dipende dalle caratteristiche specifiche del terreno, dalle tecnologie scelte e dalle condizioni contrattuali. Tuttavia, offrono una panoramica concreta di quanto un ettaro di fotovoltaico possa contribuire al reddito di un proprietario di terreno agricolo o di un investitore nel settore delle energie rinnovabili.
Il fotovoltaico a terra viene spesso considerato una vera e propria rendita energetica, capace di generare entrate stabili nel lungo periodo, soprattutto in un contesto di crescente domanda di energia verde.
Tipologia di guadagno: impianto, affitto o vendita
Chi possiede un terreno e vuole investire nel fotovoltaico si trova spesso davanti a una scelta strategica, realizzare un impianto a terra o concedere il terreno in affitto o vende il terreno ad un operatore del settore. L’affitto rappresenta la soluzione più semplice e a basso rischio, perché non richiede investimenti iniziali e consente di percepire un canone annuo. Pur trattandosi di un reddito sicuro, l’affitto non permette di beneficiare direttamente dei ricavi derivanti dalla vendita dell’energia prodotta dall’impianto.
Per chi invece sceglie di realizzare un impianto di proprietà, il vero vantaggio sta nella possibilità di partecipare ai flussi di reddito generati dalla produzione di energia, che possono diventare una fonte di entrate stabile e crescente nel tempo, soprattutto se combinata con strumenti come i PPA o incentivi statali. Questo approccio permette di trasformare il terreno in una vera e propria rendita energetica, sfruttando il pieno potenziale della superficie disponibile e del mercato dell’energia rinnovabile.
La scelta tra affitto e realizzazione dell’impianto dipende quindi dagli obiettivi personali, dalla disponibilità economica e dalla propensione al rischio. Una valutazione personalizzata permette di capire rapidamente quale soluzione massimizza il reddito potenziale del terreno, senza dover affrontare calcoli complessi o previsioni generiche.
Business plan di un impianto fotovoltaico da 1 MW
Il business plan di un ettaro di fotovoltaico da 1 MW è lo strumento fondamentale che consente di trasformare un’idea in un progetto concreto e finanziabile. Nel caso di un ettaro di fotovoltaico, il business plan rappresenta il documento che mette in relazione superficie disponibile, produzione di energia, costi di realizzazione e potenziali ricavi, analizzandoli su un orizzonte di medio-lungo periodo.
Un business plan ben strutturato parte sempre da un’analisi approfondita del sito, valutando elementi come localizzazione, irraggiamento solare, accesso alla rete elettrica e vincoli normativi. Su queste basi vengono poi costruite le simulazioni economiche, che stimano la produzione annua dell’impianto, i ricavi derivanti dalla vendita dell’energia e l’andamento dei flussi di cassa nel tempo. In genere, per un impianto fotovoltaico da circa 1 MW, l’orizzonte di analisi copre dai 20 ai 25 anni, in linea con la vita utile dell’impianto.
All’interno del business plan assumono particolare importanza il tempo di rientro dell’investimento, la stabilità dei ricavi e la capacità dell’impianto di generare flussi di cassa regolari. Questi elementi sono decisivi non solo per l’investitore, ma anche per banche e istituti finanziari, che utilizzano il business plan per valutare la solidità e la sostenibilità economica del progetto.
Un business plan personalizzato consente di simulare diversi scenari, tenendo conto delle modalità di vendita dell’energia, di eventuali incentivi e delle variabili di mercato, offrendo una visione chiara e realistica del potenziale dell’investimento. Da qui si percepisce l’importanza di un lavoro svolto correttamente, richiedere una pianificazione su misura al nostro tecnico qualificato NIBO è il passo decisivo per capire se il tuo ettaro di terreno può diventare un impianto fotovoltaico economicamente sostenibile e adatto ai tuoi obiettivi.
Esempio di redditività di un impianto da 1 MW
Per comprendere meglio la redditività di un impianto fotovoltaico di questa scala, consideriamo un esempio concreto. Confrontando i dati descritti precedentemente possiamo ipotizzare un investimento iniziale di circa 950.000 € per la realizzazione di un impianto da 1 MW su un ettaro di terreno. Questo impianto fotovoltaico a terra può generare, nel corso di 20 anni, entrate lorde stimate pari a 2.080.000 €. Ciò significa che, una volta coperto l’investimento iniziale, il flusso di cassa netto può risultare significativo, offrendo una fonte di reddito stabile e prevedibile nel tempo.
Questi dati evidenziano come un progetto ben studiato possa garantire non solo un ritorno economico interessante, ma anche la possibilità di pianificare correttamente i flussi finanziari a lungo termine. Il ROI stimato per un impianto di questa dimensione si aggira intorno ai 9 anni, dopo i quali l’impianto inizia a generare profitti netti costanti. Integrando questo esempio concreto all’interno del business plan, è possibile fornire agli investitori e ai proprietari dei terreni una chiara indicazione del potenziale economico e della sostenibilità dell’intervento.
Attenzione: tutti i calcoli presentati si basano sulle condizioni attuali proposte dal GSE, senza considerare eventuali incentivi. È importante sottolineare che, negli anni, l’Unione Europea ha messo a disposizione diversi incentivi per il fotovoltaico e la green economy, con soglie che hanno raggiunto il 30%, 40%, 50%, 80% e persino 220%. Questi strumenti hanno reso possibili investimenti significativi nel settore delle energie rinnovabili, sostenendo progetti sia pubblici che privati e promuovendo la transizione energetica verso fonti pulite e sostenibili.
Un ulteriore elemento da considerare nell’analisi della redditività di un impianto fotovoltaico da 1 MW è l’andamento del PUN (Prezzo Unico Nazionale), che rappresenta il riferimento per la valorizzazione dell’energia immessa in rete. Il PUN come dimostrato negli ultimi anni, può registrare incrementi significativi legati alle dinamiche del mercato energetico. Questo significa che, in presenza di un aumento dei prezzi dell’energia elettrica, i ricavi derivanti dalla vendita dell’energia prodotta possono crescere in modo proporzionale, migliorando ulteriormente la redditività complessiva dell’investimento e riducendo i tempi di rientro del capitale. È anche importante evidenziare che la produzione di un impianto fotovoltaico a terra risulta generalmente stabile e prevedibile nel lungo periodo, grazie all’affidabilità tecnologica dei moduli di ultima generazione. I pannelli fotovoltaici, infatti, presentano tassi di degrado molto contenuti e, in molti casi, le performance reali si attestano su livelli pari o addirittura superiori rispetto ai dati dichiarati dai produttori.
Investire in un ettaro di fotovoltaico
Dopo aver analizzato produzione, costi, guadagni e incentivi, la domanda da porsi non è solo se conviene investire in un ettaro di fotovoltaico, ma in quali condizioni questo investimento può risultare davvero sostenibile. Il fotovoltaico a terra rappresenta una concreta opportunità di valorizzazione del terreno agricolo, ma la sua convenienza dipende dall’equilibrio tra fattori tecnici e economici.
Nel contesto attuale, caratterizzato da un quadro regolatorio in evoluzione e da una crescente attenzione verso soluzioni come l’agrivoltaico, non tutti i terreni offrono le stesse possibilità. Localizzazione, accesso alla rete, vincoli autorizzativi e modalità di vendita dell’energia sono elementi che possono incidere in modo decisivo sulla riuscita del progetto. Per questo motivo, le valutazioni basate su dati medi sono utili per comprendere il potenziale dell’investimento, ma non sono sufficienti per prendere decisioni operative.
La vera convenienza di un ettaro di fotovoltaico emerge solo attraverso un’analisi personalizzata, che tenga conto delle specifiche caratteristiche del terreno e delle opportunità offerte dal quadro normativo del 2025. In questo modo è possibile capire se il progetto è realmente fattibile, sostenibile e in linea con gli obiettivi dell’investitore.
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