Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già sentito parlare del CCI, ovvero il Controllore Centrale di Impianto, e del fatto che sia diventato obbligatorio anche per gli impianti fotovoltaici a partire dai 100 kW. Negli ultimi anni, la crescente diffusione delle fonti rinnovabili e l’evoluzione del sistema elettrico nazionale hanno reso necessario un maggiore livello di controllo e monitoraggio degli impianti di produzione. In questo contesto, il CCI rappresenta oggi uno degli strumenti principali per garantire la stabilità della rete elettrica, la sicurezza dei flussi di energia e l’integrazione armoniosa della generazione distribuita.
L’obiettivo è fornirti una guida completa e affidabile, capace di chiarire ogni dubbio, aiutarti a pianificare l’adeguamento del tuo impianto e proteggere i tuoi ricavi senza rischiare sanzioni o sospensioni degli incentivi. Se ti servisse un chiarimento o l’installazione di un CCI sul tuoi impianto noi del team NIBO siamo qui per aiutarti!
Che cos’è un CCI fotovoltaico
Il CCI, o Controllore Centrale di Impianto, è un dispositivo elettronico installato nel punto di consegna di un impianto di produzione di energia elettrica. La sua funzione principale è rendere l’impianto osservabile da parte del gestore di rete, controllabile in tempo reale e capace di rispondere a comandi di modulazione o limitazione della produzione.
Il CCI acquisisce dati elettrici fondamentali, come potenza attiva e reattiva, tensione, corrente e frequenza, e permette l’invio di ordini di regolazione standardizzati. Grazie a questo sistema, un impianto fotovoltaico non è più un soggetto passivo, ma diventa parte attiva del sistema elettrico, contribuendo al bilanciamento della rete e alla stabilità del servizio.
Approfondimento tecnico sul CCI
Dal punto di vista tecnico, il CCI è composto da:
- Unità di acquisizione dei dati elettrici. Raccoglie informazioni dai misuratori e dagli inverter;
- Unità di controllo logico. Implementa algoritmi di limitazione della potenza, regolazione della tensione e protezione della rete;
- Sistema di comunicazione. Invia e riceve dati dal DSO (Distribution System Operator) e, se necessario, da Terna;
- Funzionalità avanzate. Garantiscono la gestione ottimale della potenza attiva durante condizioni di sovraccarico o congestione della rete (PF2).
Questa struttura permette di monitorare in tempo reale le prestazioni dell’impianto, di eseguire test diagnostici e di rispondere automaticamente agli ordini del gestore di rete. Per gli impianti di media taglia, questo significa maggiore sicurezza e affidabilità nella gestione della produzione distribuita.
DSO e la comunicazione con il CCI Fotovoltaico
Il DSO, ovvero il gestore della rete di distribuzione locale (e-distribuzione), ha la responsabilità di garantire la sicurezza della rete, coordinare i flussi di energia e intervenire in caso di congestioni. Il CCI di un impianto fotovoltaico permette al DSO di monitorare in tempo reale la produzione dell’impianto, inviare ordini standardizzati e verificare l’esecuzione dei comandi impartiti.

Quando è obbligatorio il CCI
Storicamente, l’obbligo di installare un CCI riguardava impianti di grande taglia, superiori a 1 MW. Con l’aumento della generazione distribuita, il legislatore ha esteso l’obbligo anche agli impianti con potenza inferiore.
L’obbligo di dotarsi di CCI scatta in Italia secondo la normativa richiesta da ARERA. La normativa stabilisce un’installazione obbligatoria del CCI con funzionalità PF2, applicazione a impianti fotovoltaici ed eolici connessi in Media Tensione e potenza nominale pari o superiore a 100 kW.
Questa riduzione della soglia di potenza è stata ritenuta necessaria per garantire la sicurezza e la stabilità della rete elettrica nazionale italiana, soprattutto in scenari di crescente generazione distribuita e fluttuazioni della produzione fotovoltaica. Di seguito vediamo come la delibera ARERA differenzia il trattamento degli impianti fotovoltaici, distinguendo tra nuovi impianti e impianti già esistenti per l’inserimento del CCI.
- Nuovi impianti: devono installare un CCI con funzionalità PF2 prima della connessione alla rete e dell’entrata in esercizio.
- Impianti esistenti: devono adeguarsi secondo scadenze differenziate in base alla classe di potenza.
Scadenze differenziate in base alla classe di potenza:
- maggiore di 1 MW entro il 28 febbraio 2026;
- da 500 kW a 1 MW entro il 28 febbraio 2027;
- da 100 kW a 500 kW entro il 31 marzo 2027, con possibilità di CCI semplificato purché garantita la funzionalità PF2.
Se necessiti di adeguare il tuo impianto fotovoltaico con il CCI noi del team NIBO possiamo aiutarti.
Sanzioni del mancato adeguamento al CCI
Gli incentivi GSE (Gestore dei Servizi Energetici) sono contributi statali o tariffe incentivanti legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Se l’impianto non rispetta l’obbligo di installare il CCI, il GSE come sanzione del mancato adeguamento può sospendere il pagamento di questi incentivi fino alla messa in regola. Nei casi più gravi, può revocare definitivamente il contributo, ma non solo puoi ricevere anche delle sanzioni amministrative.
Cosa succede se non installo il CCI nell’impianto fotovoltaico?
ARERA può irrogare multe per il mancato adeguamento al CCI fotovoltaico, variabili in base alla potenza dell’impianto:
- Impianti da 100 kW a 500 kW → sanzione media 1.500–5.000 €
- Impianti maggiori di 1 MW → sanzione media 10.000–20.000 €
Queste si sommano alla perdita di ricavi e alla sospensione degli incentivi.
Questi dati dimostrano che il mancato adeguamento al CCI può avere impatti economici rilevanti, anche superiori ai costi di installazione, manutenzione e aggiornamento del dispositivo. Il nostro consiglio e di procedere velocemente nell’adeguare il tuo impianto, se necessiti di maggiori informazioni e di installare il Controllore Centrale di Impianto poi contattarci ora tramite numero di telefono o form di contatto.

CCI Fotovoltaico: Normativa
La disciplina normativa del CCI è stata aggiornata dalla Delibera ARERA 385/2025, che recepisce le esigenze di Terna per il controllo della produzione distribuita. La normativa ha come obiettivi principali cioè rendere gli impianti fotovoltaici pienamente integrabili nella gestione della rete, consentire l’invio di ordini di modulazione affidabili e tracciabili e uniformare il comportamento degli impianti su tutto il territorio nazionale.
Per darvi una panoramica della normativa devi sapere che ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è l’autorità indipendente italiana che regola e controlla i settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico e dei rifiuti, con l’obiettivo di garantire efficienza, trasparenza e tutela dei consumatori. Per questo motivo richiede obbligatoriamente l’installazione del CCI sugli impianti fotovoltaici.
CCI fotovoltaico: Costo
Il costo di un Controllore Centrale di Impianto varia da numerosi fattori come ad esempio la potenza nominale dell’impianto, il tipo di connessione alla rete (Media o Alta Tensione), la marca e modello del CCI, gli adeguamenti della cabina e compatibilità inverter e i servizi di installazione come configurazione e collaudo.
Indicativamente il prezzo di un CCI varia da 8.000 a 20.000 euro dipendendo dalla potenza dell’impianto. I costi indicati possono variare a seconda delle specifiche tecniche e dello stato dell’impianto. Contattaci per richiedere un preventivo gratuito
Contributi disponibili per il Controllore Centrale di Impianto
Per gli impianti esistenti, è previsto un contributo forfettario per l’adeguamento:
- impianti da 100 kW a 500 kW → fino a 7.500 euro;
- impianti da 500 kW a 1 MW → fino a 10.000 euro;
- impianti maggiori di 1 MW → non previsto contributo, ma adeguamento obbligatorio.
Attenzione: I contributi per l’installazione del CCI negli impianti fotovoltaici sono disponibili fino all’esaurimento dei fondi e fino alla scadenza prevista per l’adeguamento dell’impianto.
CCI impianti fotovoltaici: installazione
L’installazione del Controllore Centrale di Impianto (CCI) è un processo strutturato e metodico che deve garantire la piena conformità alla normativa vigente e il corretto funzionamento dell’impianto. Ogni fase richiede attenzione tecnica, coordinamento con il DSO e documentazione dettagliata. Di seguito, una guida pratica con esempi concreti per ciascuna fase:
- Analisi preliminare. L’obiettivo di questa fase è verificare la fattibilità tecnica dell’installazione del CCI e raccogliere tutti i dati necessari. Inoltre, occorre analizzare lo schema elettrico, valutando la disposizione dei quadri elettrici, degli inverter e dei trasformatori.
- Scelta del CCI conforme. In questa fase si seleziona il dispositivo più adatto alle esigenze dell’impianto e alle normative CEI/ARERA. La scelta tra modello standard o semplificato dipende dalla potenza dell’impianto e dal tipo di connessione.
- Adeguamenti impiantistici. Prima di installare il CCI, l’impianto deve prevedere un aggiornamento dei quadri di controllo, una predisposizione di un’alimentazione ausiliaria dedicata e l’integrazione di protezioni di interfaccia tramite interruttori e sistemi di sicurezza.
- Installazione fisica. Il montaggio del dispositivo avviene all’interno della cabina elettrica, fissando il CCI su parete o supporto dedicato e collegando i cavi di potenza, segnale e comunicazione.
- Configurazione tecnica. Questa fase consiste nell’impostare i parametri elettrici, le logiche di controllo e la funzionalità PF2 del CCI. È necessario definire tensione nominale, potenza massima e minima e soglie di protezione, oltre a configurare i comandi automatici di modulazione e limitazione della potenza.
- Integrazione comunicazioni. Il CCI fotovoltaico deve comunicare correttamente con il DSO e altri sistemi esterni. Questo implica controllare la rete dati, che può essere internet, LAN o fibra ottica.
- Test e collaudo. Questa fase verifica che il CCI funzioni correttamente con l’impianto e risponda agli ordini del DSO. Vanno controllati potenza attiva, reattiva, tensioni e correnti, simulando riduzioni o aumenti di potenza per testare la risposta automatica. È inoltre fondamentale verificare il Teledistacco, accertandosi che il CCI possa scollegare l’impianto fotovoltaico dalla rete in sicurezza.
- Comunicazioni a DSO e GSE. Per completare l’iter burocratico e tecnico, è necessario inviare la documentazione tecnica, come verbali di collaudo, dichiarazioni di conformità e schemi aggiornati.
- Attivazione e monitoraggio. Infine, è necessario garantire il corretto funzionamento nel tempo e gestire aggiornamenti normativi e software. Il monitoraggio continuo permette di verificare la trasmissione dati, la risposta agli ordini di modulazione e la gestione delle anomalie.
Schema collegamento CCI fotovoltaico
Di seguito possiamo vedere lo schema di collegamento del CCI in un impianto fotovoltaico, ricordiamo che il collegamento potrebbe variare dipendendo dalle diverse marche del sistema CCI quindi di controllare il libretto di uso, manutenzione e installazione fornito dal produttore prima dell’installazione.

Quanto dura l’installazione di un CCI
L’installazione del CCI su impianti fotovoltaici avviene in circa 3 o 4 giorni mentre la procedura completa dura da 1 a 3 settimane, a seconda della complessità dell’impianto.
Se necessiti di installare un CCI, noi del team NIBO siamo a disposizione per adeguare il tuo impianto fotovoltaico. Contattaci per informazioni
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